Una vita tra grandi opere, sfide personali e verità storiche
Sono nato a Udine nel 1957 e attualmente risiedo a Tricesimo (UD). La mia storia personale, fin dall'infanzia, è stata segnata da un confronto quotidiano e faticoso con una grave forma di
dislessia e disgrafia.
Nelle scuole dell'obbligo ho vissuto sulla mia pelle il trauma di quel "mare di quadretti" dei quaderni in formato A4 (i cosiddetti "maxi"): uno spazio immenso in cui un bambino non ancora
abituato alla gestione della spazialità si perde inevitabilmente, vedendo le proprie difficoltà aumentare in modo esponenziale. In un'era in cui questi disturbi neuropsicologici non erano
compresi, la fatica nell'identificazione e nell'automazione delle parole scritte mi ha portato a non superare mai la media del quattro in materie come italiano, matematica e inglese. Eppure,
grazie a una tenacia incrollabile e a una spiccata compensazione visivo-spaziale, sono riuscito in quella che per me è stata una vera impresa: essere sempre promosso e diplomarmi, nel 1976, come
Perito Industriale Edile all’Istituto "Arturo Malignani" di Udine con la votazione di 48/60.
La carriera nelle grandi infrastrutture
Subito dopo il diploma, a settembre 1976, sono stato catapultato in prima linea nell'emergenza del devastante terremoto del Friuli. Collaborando con il Consorzio Ricostruzione, ho offerto il mio
contributo tecnico nel montaggio dei moduli prefabbricati e, successivamente, nella complessa ricostruzione civile delle zone colpite dal sisma. La mia attitudine alla gestione del cantiere mi ha
permesso una progressione rapidissima: a soli 25 anni ricoprivo già il ruolo di Direttore Tecnico della Riccesi S.p.A., una delle più importanti imprese di costruzioni del Nord-Est.
Dopo quindici anni di esperienza sul campo, sono entrato con ruoli direttivi nel Gruppo Todini Costruzioni S.p.A. di Roma, approfondendo i settori delle opere specialistiche e innovative. Nel
2009, la mia professionalità mi ha portato a collaborare strettamente con la Protezione Civile Nazionale alla nascita del Progetto C.A.S.E., la realtà urbanistica d'avanguardia creata per dare
una casa ai terremotati de L'Aquila. Ho concluso gli ultimi quindici anni della mia carriera lavorativa come Responsabile dell’Ufficio Acquisti della I.CO.P. S.p.A., colosso ingegneristico
friulano impegnato, tra le tante opere infrastrutturali, nella realizzazione delle fondazioni del nuovo Ponte San Giorgio di Genova.
Il ritorno alla storia: la promessa e La Temesade
Oggi ho appeso il caschetto al chiodo per dedicarmi alla mia innata passione: la ricerca storica. Dal 2017 sono membro attivo dell’Associazione "Memorie Tricesimane", che opera per la
conservazione e la riqualificazione del patrimonio culturale locale.
Il mio impegno non è rimasto solo sulla carta. Nel 1997, l'incontro con una donna gravemente ammalata di tumore, che stringeva la fotocopia di una antichissima pergamena recuperata al museo
archeologico di Cividale recante la scritta «Fons salutiferas», ha acceso in me una scintilla. Dopo vent'anni di accurate
ricerche topografiche, d'archivio e interviste ai vecchi del paese, sono riuscito a localizzare, far riemergere dalla roccia viva e incanalare la polla dell'antica fonte "La Temesade" a Leonacco.
Ho riqualificato l'intero sito a mie spese con muretti a secco, ciottolati e acciaio Corten, donandolo ufficialmente alla comunità e ai viandanti (un'opera celebrata da Il Messaggero Veneto, Il Gazzettino e L'Alto Friuli, e inserita oggi tra le tappe storiche del Comune di Tricesimo).
La lezione di Leonardo: essere "Omo sanza lettere"
Nel condurre le mie ricerche sulle centuriazioni romane e sui grandi misteri del Rinascimento, ho scoperto una vicinanza profonda e
illuminante con il più grande genio dell'umanità: Leonardo da
Vinci. Recenti studi neuropsicologici hanno infatti confermato che anche Leonardo fosse affetto da dislessia (secondo i criteri del DSM V).
Egli stesso si definiva orgogliosamente un «omo sanza lettere», non perché non fosse colto, ma perché rifiutava il dogmatismo
polveroso degli accademici del tempo che sfruttavano le fatiche altrui. Come Leonardo scriveva nei suoi codici, la vera conoscenza non nasce dall'«altrui parola», ma dalla «sperienza», che è stata la vera maestra
di chi ha scritto bene. Leonardo non soffriva il peso delle parole, ma il "bene intendere le cose", poiché la mente visiva
elabora i concetti attraverso lo spazio, la geometria e la natura, molto prima di tradurli in lettere.
Attraverso questo blog scientifico,
fontiemisteri.info, e le pagine del mio saggio
"Le fonti misteriose di Vitruvio.
Centuriazioni e sorgenti: regole e nuove scoperte" (Gaspari Editore), applico questo stesso metodo geometrico e vitruviano. Leonardo, che molti ritenevano ateo o agnostico, era in
realtà un profondo platonico che legò il suo Uomo Vitruviano alla Proporzione Divina. Seguendo quel filo invisibile, i miei studi cercano di dimostrare come la geometria sacra dei romani, la
chimica dei pigmenti di Palazzo Vecchio e i segreti geopolitici del Rinascimento (dalla
Battaglia di Anghiari all'identità
friulana della
Gioconda) fossero legati da codici precisi, che la storia ufficiale ha spesso censurato o dimenticato.